Mentre la pioggia continuava a scendere, annebbiando la sua vista attraverso le lenti degli occhiali, Paolo non riusciva a smettere di tenere lo sguardo fisso su quella finestra.

Le gambe erano tentate di salire sull’auto per metterla in moto e scappare, ma il suo cuore no, il cuore lo teneva incollato lì, senza margini di fuga.

Quel cuore, deluso e ferito, che lei aveva saputo risvegliare, il ricordo delle ore trascorse ad ascoltare la sua voce ed il suono dolcissimo delle sue risate.

Desiderava soltanto tenerla tra le braccia, proteggerla dal mondo, farla sentire, finalmente, al sicuro.

Quel cuore, ormai traboccante della sua presenza, si stava dimostrando del tutto incapace di comprendere il significato della parola “impossibile“.

 

 

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