Lui, Bertrand, era un solitario, un vero nerd, sempre attaccato al computer. D’altronde, era nato così: balbuziente. La scuola e i compagni erano stati un supplizio per lui. I compagni gli facevano il verso: <<Je m’app, je m’app, je mappelle Ber-Ber-Bertrand>>. Tutti i giorni a ricreazione, gli cantavano questa cantilena di loro invenzione, mentre lui mangiava la merenda in un angolo. Erano convinti che un balbuziente fosse anche un deficiente e come tale lo trattavano. (cit.)

Questo il profilo di Bertrand Beçancourt, il protagonista della storia, un quarantenne che da tre mesi ha perso il lavoro a causa del fallimento dell’azienda di software per cui lavorava. Bertrand è balbuziente e fin da piccolo deve fare i conti con le insicurezze procurate da tale condizione e che lo hanno sistematicamente limitato nei rapporti con le altre persone e, a maggior ragione, con il gentil sesso. La sua stessa famiglia lo ha trattato come un bambino problematico sottoponendolo a cure forzate. Per riacquistare un minimo di equilibrio e di autostima, Bertrand è costretto a rivolgersi ad uno psicoterapeuta.
Bertrand è un abile hacker, ha trovato nel mondo dell’informatica la sua vera dimensione, il suo rifugio, uno sbocco professionale che gli ha dato notevoli soddisfazioni portandolo addirittura a collaborare col gruppo Anonymous nella lotta informatica contro gli jihadisti.

Quel suo essere un cavaliere crociato nascosto dietro gli occhialetti da nerd, questo era l’aspetto di sé che lui lungamente aveva gelosamente custodito (cit.)

Bertrand decide di regalarsi una breve vacanza dalle giornate trascorse col sussidio di disoccupazione alla ricerca disperata di un nuovo impiego.
Nel castello di Baux, in Provenza, è stata allestita una mostra in cui, attraverso l’ascolto di una audioguida, è possibile scoprire la storia del castello e della casata che nei secoli lo ha abitato raccontata in modo diretto e molto personale da una serie di oggetti sapientemente disposti lungo il percorso della mostra.

“How I wish, how I wish you were here”(cit.) è la canzone dei Pink Floyd che viene trasmessa dalla radiosveglia il giorno della partenza e che Bertrand ritrova anche alla radio durante il suo viaggio verso la Provenza. “… ma… ma you chi?” (cit.) durante il viaggio in auto l’uomo viene inspiegabilmente colpito da una bambina, testimonial delle “palle di Mozart” presente nei cartelloni pubblicitari lungo la strada. Chi gli ricorda quella bambina? Chi è? Perché quello sguardo gli scatena una così forte curiosità ed attrazione?
Bertrand dovrà recarsi per 2 volte al castello per poter completare il percorso della mostra immedesimandosi negli oggetti che hanno caratterizzato la vita di quel luogo ricco di storia. In un crescente parallelismo tra la storia della fortezza e la vita di Bertrand, il percorso della mostra porterà l’uomo ad un punto di svolta per la sua vita, per il suo lavoro, forse anche per la sua vita sentimentale.

Oggi, le rovine del castello di Les Baux dominano le colline ricche di ulivi della Provenza. Il castello ha una storia lunghissima e la leggenda racconta che nell’albero genealogico della casata de Baux ci fosse addirittura uno dei Re Magi, Baldassarre. Per questa ragione la stella di Betlemme è raffigurata nello stemma di famiglia. Lo sa bene l’autrice, Ninetta Pietrangeli, che attraverso gli oggetti presenti nel percorso della mostra manifesta la sapiente ed accurata ricerca storica che ha accompagnato la stesura del suo romanzo.

Gli oggetti esposti nei musei ci interessano solo perché parlano di vite, di vite passate, vogliamo sapere come sono state spese. Così, attingendo a varie fonti, è sorta l’idea di una mostra che raccontasse la vita degli abitanti del castello, le loro credenze, le loro aspettative, i loro drammi e la loro felicità. Gli oggetti parlano dei loro proprietari, perché gli oggetti che possediamo non hanno un valore neutro, sanno di noi e raccontano di noi. (cit.)

Le rievocazioni ed i racconti storici vissuti attraverso gli oggetti del castello si intrecciano con gli eventi della vita di Bertrand, che, alla stregua di un moderno cavaliere, riflessione dopo riflessione, pensiero dopo pensiero, trova finalmente il suo equilibrio ed arriva a prendere in mano la sua vita. Suscita empatia Bertrand e la puntuale caratterizzazione di questo personaggio riesce a coinvolgere il lettore nel suo percorso di evoluzione durante le vicende del racconto. Lo abbiamo conosciuto come un uomo in apparenza un poco debole, insicuro, totalmente incapace di vivere i rapporti personali: “Avere una donna, avere una famiglia, avere degli amici, erano cose che non lo interessavano. E perché avrebbero dovuto? Nessuna delle persone con cui aveva avuto a che fare nella vita lo aveva compreso e stimato. […] Uno può anche avere una buona autostima senza avere amici, tanto è l’autostima che conta per la propria felicità e non la stima degli altri.” (cit.) Lo ritroviamo alla fine più cosciente di sé, delle sue potenzialità, delle sue capacità, finalmente pronto a cominciare davvero a vivere da protagonista.

Noi assistiamo alla crescita di Bertrand, pagina dopo pagina, attraverso i suoi pensieri e le sue riflessioni che rendono il racconto estremamente piacevole e dinamico. Anche il linguaggio utilizzato dall’autrice si adatta in maniera dinamica al contenuto della trama: semplice e realistico quando descrive i pensieri e le vicende del protagonista, delicatamente descrittivo ed epico quando a parlare sono gli oggetti presenti nell’audioguida della mostra.

Ho trovato ne “Il castello di Baux” un romanzo estremamente originale che ha saputo appassionarmi e mi ha offerto numerosi spunti di riflessione sia attraverso i pensieri del protagonista, sia nel percorso storico che ha raccontato le vicende del castello: un percorso ricco di storie epiche, di amori e passioni, di dolore e di guerra.

L’autrice

Ninetta Pierangeli ha pubblicato diverse opere:
Il tempo degli animali felici (Nicola Calabria Editore, 2006),
Le avventure di Agostino il millepiedi (Edigiò, 2007),
Il bar del porcospino (Edigiò, 2009),
I colori del Natale (Nicodemo edizioni, 2009),
Fiabe al personal computer (Edilet, 2011),
Le pantere colorate (Edigiò, 2011),
Lo zainetto (Bastogi, 2012),
Il piccolo Gaio. Storia fantastica di Giulio Cesare (Edigiò, 2013),
La laguna incantata (Edigiò, 2017).
Asperger (Lepisma, 2015),
L’immagine misteriosa (Alter Ego, 2016),
Bella ciao (Alter Ego, 2017).

La scheda del libro

Autore: Ninetta Pierangeli
Titolo: Il castello di Baux
Editore: Scatole Parlanti
Collana: Voci
Pagine: 210
Data di pubblicazione: 29 novembre 2019
Genere: Narrativa contemporanea

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