Recensione di “Una zebra a pois” di Giulia Barucco

“Armata di un incrollabile ottimismo, di una laurea in Scienze della Comunicazione e di una specializzazione in scrittura creativa, finiti gli studi iniziai ad accumulare stage in maniera inversamente proporzionale ai fidanzati, finendo per passare tutte le mie serate nell’unico ambiente lavorativo che mi aveva assunto senza bisogno di futili periodi di prova: la pizzeria da asporto Bella Napoli” (cit.)

Lei è Rebecca, copy in un’agenzia di comunicazione che vive con Sebastiano e Gabriele, due studenti di medicina e con Elena, spogliarellista in un night club. La crisi incombe e le spese crescono, così Rebecca è costretta ad accettare un secondo impiego nel night, Russian Dream, in cui lavora Elena. Come se non bastasse il capo della sua agenzia, colpito da un improvviso infarto, viene sostituito dal figlio Andrea, uno snob e freddo professionista che impone nuove ferree regole a tutti i dipendenti. Rebecca viene declassata ad assistente personale del nuovo capo che fa sempre più fatica a sopportare.

“La Stronzodittatura prevedeva che il senso di disagio si sostituisse alla gioia sempiterna e che portassimo al guinzaglio a turno la nuvola di Fantozzi per farci piovere addosso merda, nel caso in cui lui si dimenticasse di spalarcela direttamente in faccia a suon di lamentele.” (cit.)

Ma cosa avrà davvero in serbo il destino per Rebecca e per la sua vita divisa nel cercare di affermarsi nell’agenzia di comunicazione, di giorno, e nel ballare attorno al palo del night club, dopo essersi ben riempita di vodka russa, di notte?

“Mi alzavo alle otto del mattino e facevo colazione in doccia, per guadagnare tempo. Alle nove planavo al lavoro e staccavo alle sette di sera, per poi partire per il Russian Dream, dove mi facevo un solido aperitivo a base di vodka e olive e mi preparavo per attaccare il turno alle otto. All’una di notte mi struccavo, mi mettevo il pigiama direttamente al night, piangevo per tutto il tragitto in auto e mi tuffavo di testa nel letto.” (cit.)

Travolgente. Rebecca è decisamente travolgente. Una ragazza dall’umorismo pungente, sempre pronta a fare di necessità virtù e ad adattarsi alle circostanze per inseguire, senza sosta, i suoi sogni e le sue aspirazioni.

Il romanzo di Giulia Barucco ha la forma di un racconto che la stessa protagonista sta facendo “in diretta” ai suoi coinquilini – che non lesinano sagaci commenti e interventi. Rebecca narra, con dovizia di particolari, gli ultimi mesi della sua vita, sconvolta dai problemi economici e dal cambio al vertice dell’agenzia di comunicazione per cui lavora, concentrandosi in modo particolare sul rapporto di odio/amore con il suo nuovo capo, Andrea Mordini.

Una zebra a pois è un romanzo leggero – non certo nel senso negativo del termine – scorrevole e divertente che ritengo perfetto, ma non solo, per una rapida lettura estiva. Ho ricevuto l’ebook da Words Edizioni ed è stato davvero una piacevole sorpresa.
La trama è frizzante e mai noiosa, capace di generare curiosità, pagina dopo pagina, grazie, soprattutto, allo stile di Giulia Barucco, al suo linguaggio discorsivo e moderno e all’uso estremamente intelligente ed efficace di ironia e umorismo che sono, a mio parere, i punti di forza del romanzo.

L’autrice

Giulia Barucco è laureata in Scienze e Tecnologie di Arte e Spettacolo all’Università Cattolica di Brescia e specializzata in Cinema, Tv e Produzione multimediale allo I.U.L.M. di Milano. Dopo alcune produzioni Mediaset e Rai, inizia a lavorare come copy per alcune agenzie di comunicazione.

La scheda del libro

Autore: Giulia Barucco
Titolo: Una Zebra a Pois – L’amore ai tempi della crisi
Editore: Words Edizioni
Data di pubblicazione: 19/07/2021
Genere: Chick Lit

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