“Quante volte da ragazzo aveva evitato di dar sfogo alla sua aggressività, cattiveria, intolleranza per rispettare le regole che gli erano state insegnate, per paura di una punizione, per non dover sopportare il senso di colpa, per codardia. E altrettante infinite volte si era domandato perché altre persone, esseri umani uguali a lui, ma diversi nell’animo, erano capaci di commettere atti indicibili con la massima noncuranza.” (cit.)

Anton Bogdanov ha una vera e propria ossessione per il Dottor Jekyll e Mr Hyde di Robert Louis Stevenson. Fin da ragazzo ne colleziona copie di diverse edizioni e il romanzo ha influenzato la sua vita professionale facendogli preferire gli studi di Psichiatria e Biochimica alla passione per la filosofia e le scienze umanistiche. Insieme con l’amico e collega Adam Lambert, Anton ha scoperto una proteina, non a caso denominata DJMH, in grado di inibire gli istinti più violenti ed aggressivi nelle persone. Il potenziale rivoluzionario della sua scoperta è evidente, tanto da diventare di estremo interesse per gli organi governativi americani.
Il dottor Bogdanov viene, infatti, contattato dalla DARPA, un’agenzia paramilitare dipendente dal Ministero della Difesa, pronta a finanziare ulteriori sviluppi dei suoi studi. Lo studioso capisce immediatamente quanto l’attenzione degli organismi militari per il suo lavoro possa essere incentrata sulla molecola speculare derivata dalla DJMH – che Anton ha battezzato Pazuzu, come il demone dell’Esorcista – capace di far emergere nelle persone i peggiori istinti, annullandone i freni inibitori e i vincoli morali.
Non senza timori e qualche riserva il dott. Bogdanov decide di accettare la proposta di collaborazione con la DARPA e col suo coordinatore, il Colonnello Gregory Mertens. L’Agenzia può, infatti, mettergli a disposizione ingenti risorse oltre che la possibilità di sperimentare la sua proteina su cavie umane.
Anton e Adam ottengono la disponibilità di un avveniristico laboratorio segreto sull’isola di Alcatraz ed un manipolo di criminali su cui eseguire gli esperimenti. Anton coinvolge nel progetto anche la fidanzata Maira per evitare di dover interrompere la loro relazione a causa dell’assoluta segretezza del progetto governativo.
Il sogno di gloria e fama del dott. Bogdanov è destinato però ad assumere risvolti inaspettati in un susseguirsi di colpi di scena, giochi di potere, conflitti di interessi personali e crude sperimentazioni che vanno oltre ogni etica e legge morale. Un incubo oscuro di nome Belial.

Belial è un romanzo decisamente avvincente che, descrivendo un immaginario futuro apocalittico, accompagna il lettore dalla ricerca delle radici del male al disfacimento della società civile con l’annullamento di tutte le sue regole.
Come nel libro di Stevenson, il protagonista entra in contatto con lo scontro tra il bene e il male e si troverà costretto a prendere una posizione netta. Userà i risultati dei suoi studi per liberare totalmente gli istinti più nascosti delle persone o, per contro, per inibire nell’uomo ogni atto potenzialmente violento?
Il bene e il male sono descritti come aspetti insiti nell’io profondo di ciascuno, in una continua lotta intestina e personale tra l’assoluta libertà e le regole sociali. Davanti al bivio che l’uomo costantemente si trova di fronte, la scelta circa la strada da percorrere è, altresì, condizionata dagli eventi e dalle circostanze che si devono affrontare o che si è costretti a subire e, anche su questo aspetto, il protagonista sarà personalmente sfidato lungo lo svolgersi della trama del racconto.

“[…] il male esiste al di là di ogni ragionevole confine, si manifesta quando vuole e trasgredisce regole che spesso ignora.” (cit.)

Abbiamo tra le mani un Horror Fantasy che descrive scenari ed episodi certamente estremizzati, ma che, a guardar bene, lasciano al lettore la sensazione che il seme del male raccontato capitolo dopo capitolo, possa essere reperito in numerosi aspetti e avvenimenti della realtà di oggigiorno.

La trama è molto originale e perfettamente calibrata per mantenere il lettore incollato al romanzo dalla prima all’ultima pagina. Sono, a mio parere, splendide le minuziose descrizioni dei dettagli medico-scientifici – cui l’autrice è avvezza in virtù della sua formazione – e quelle che riguardano ambienti e personaggi che, come per opera di un abile direttore della fotografia, aiutano a visualizzare, quasi cinematograficamente, numerose scene raccontate nel libro.

Sono stato estremamente colpito dallo stile narrativo di Maria Elena Cristiano che, pur solidamente fondato sulle sue letture, sulla padronanza del linguaggio e sulla sua passione per la letteratura si può, a mio giudizio, definire correttamente soltanto con il termine talento.

L’autrice

Maria Elena Cristiano nasce e vive a Roma.
Laureata in Medicina, dirige BabylonCafe’ (www.babyloncafe.eu), associazione che si occupa di servizi letterari.
Oltre a Belial, ha scritto i romanzi Me and the Devil (Delos Digital), l’isola delle bambole (Europa Edizioni) e Immortali (Kimerik).
Ha scritto numerosi racconti, pubblicati in diverse antologie e recensioni cinematografiche su diverse testate.

La scheda del libro

Autore: Maria Elena Cristiano
Titolo: Belial – Le radici del male
Editore: Edikit
Pagine: 266
Data di pubblicazione: Ottobre 2020
Genere: Horror/Fantasy

 

 

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