Recensione di “Uno squillo per Joséphine” di Emanuela Esposito Amato

“Tutto è cominciato con uno squillo di campanello. Trattenuto, insistente, imperioso.” (cit.)

Una donna misteriosa si presenta a casa di Roberto Russo, un uomo dal passato complicato e doloroso che, fin da bambino, non si è mai sentito apprezzato e amato nemmeno dalla propria madre. Con lo pseudonimo di Loris Passion, Roberto svolge l’attività di gigolò a servizio di donne facoltose e insoddisfatte.

“Indossava grandi occhiali scuri, che celavano buona parte del viso. Un cappello a falda larga, ben calcato, le copriva testa e nuca. Anche per un attento osservatore come me, sarebbe stato impossibile intuire la lunghezza e il colore dei suoi capelli. Tuttavia, mi è bastata una rapida sbirciata per apprezzare l’elegante tailleur con pantaloni color crema, che scivolava impalpabile sul corpo minuto. Portava scarpe aperte solo in punta. Unghie curate e laccate di rosso acceso facevano capolino dalla minuscola fessura. Appeso al braccio, spiccava il manico rosso di un bauletto Louis Vuitton trapuntato nero e crema.” (cit.)

Non si tratta di una nuova cliente. La donna gli consegna un dossier contenente informazioni e documentazioni fotografiche di tale Joséphine Bressi proponendogli, in cambio di un compenso di 150.000 euro, di sedurla e fornire le prove del misfatto.
Joséphine, antiquaria, moglie di Massimiliano Martinelli, architetto di buona famiglia, in società con la sua carissima amica Domitilla è in procinto di inaugurare un negozio nel centro di Napoli.

“La nostra parola d’ordine è ‘diversità’. Non a caso abbiamo scelto per il locale un nome evocativo. A dire il vero, l’ho proposto io e gli altri hanno approvato: Particulier.
Diverso, inconsueto, Particulier racchiude senso e target del nostro concept store, come ama definirlo Domitilla. E di certo, in un locale così non poteva mancare l’angolo delle “Délices de Joséphine”.” (cit.)

Per la donna si tratta della realizzazione di un sogno, un luogo dove potrà coniugare le sue più grandi passioni: l’antiquariato e la cucina. Una soddisfazione enorme che risulta, però, offuscata dal momento difficile che sta attraversando il suo matrimonio. Massimiliano, infatti, costantemente pungolato dall’ingombrante madre Amalia, desidera un figlio che sta tardando ad arrivare. Un passaggio della vita matrimoniale, un progetto comune che dovrebbe saldare il loro legame, li sta invece, inesorabilmente allontanando.

“Mi sento sola a combattere contro i vuoti del mio utero e del mio animo. Sola.
Sola. Perché Massimiliano non si rende conto di quanto sia impervio il sentiero sul quale m’inerpico senza avere abbastanza forza per affrontare i passi accidentati, le salite irte, le discese scivolose. Un calvario fatto di iniezioni, ecografie, procedure fastidiosamente invasive, e speranze costantemente deluse.
Sola. Perché non so da quanto tempo non ho più voglia di fare l’amore, e mi presto all’occorrenza nei periodi fecondi, che mio marito controlla col massimo scrupolo. Sembra che poco gliene importi se il nostro rapporto sia anche soddisfacente. L’importante è finire e assicurarsi che io segua tutti i consigli che ci hanno dato.” (cit.)

Roberto accetta l’incarico e sulla base delle informazioni ricevute inizia a cercare il pretesto per avvicinare Joséphine e farla cadere nella trappola. Quale migliore occasione di presentarsi all’inaugurazione del Particulier?

“Ho accettato l’incarico, abbagliato dalla possibilità di lucrare un bel po’ di denaro e cambiare esistenza. Tirarmi fuori dalla schiavitù della prestazione sessuale a comando, assaporare la libertà di non dover dipendere dalle voglie e dall’umore delle clienti. Realizzare il mio sogno: vivere per fotografare.” (cit.)

fotocanon

In una Napoli suggestivamente immortalata dall’obiettivo fotografico di Roberto Russo si svolge la trama del secondo romanzo di Emanuela Esposito Amato. Ritroviamo Joséphine Bressi – una delle due protagoniste femminili della splendida opera d’esordio dell’autrice, Il Diario segreto di Madame B. (puoi trovare la mia recensione qui) – alle prese con la soddisfazione dell’essere riuscita a raggiungere un importante obiettivo professionale e, nel contempo, con la preoccupazione procurata dalla, ormai evidente, crisi del suo matrimonio.
Una storia coinvolgente, appassionante e, a tratti, commovente che affronta un tema attualissimo nella società moderna: i timori di non essere accettati per quello che si è e la frustrazione profonda che porta le persone, di conseguenza, a indossare una maschera per proteggersi dal mondo quando non le obbliga a diventare ciniche e distaccate.
Utilizzando la particolare tecnica del doppio io narrante – già sperimentata con la scrittura di due piani temporali ne Il diario segreto di Madame B. – l’autrice permette al lettore di calarsi dentro i punti di vista e immedesimarsi con le emozioni provate dai due protagonisti, Roberto e Joséphine.

Emanuela Esposito Amato conferma, senza dubbio, la sua grande capacità nel caratterizzare i personaggi, sia per quello che riguarda i protagonisti, sia per i cosiddetti comprimari che svolgono determinanti funzioni nel racconto. La socia e amica, Domitilla, coinvolta in un rapporto a distanza con un uomo sfuggente, la cognata Cecilia, giornalista freelance schiva e anticonformista, il simpaticissimo restauratore Ciro, la suocera Amalia, da sempre ostile nei confronti di Joséphine, non ritenuta all’altezza del figlio Massimiliano e, infine, Shanna Marly, una scrittrice di romanzi erotici che contatta Roberto per documentarsi sulla vita di un gigolò in vista della scrittura di un nuovo libro.
Uno squillo per Joséphine è un romanzo moderno che, con lo stile ormai inconfondibile di Emanuela Esposito Amato, attraverso una trama avvincente, ricca di intrecci, sotterfugi e rivelazioni inaspettate, descrive molti aspetti della vita dei nostri tempi, la famiglia, l’amore, i social, le ambizioni, le delusioni e il ruolo fondamentale che il fato ha nel condurre ogni persona al compimento del proprio destino.

L’autrice

Emanuela Esposito Amato è nata e vive a Napoli.
Durante e dopo gli studi universitari ha vissuto e lavorato a Parigi.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne è docente di Francese.
Ha pubblicato racconti sulle riviste “Inchiostro” e “Il Segnalibro” (2002).
Ha vinto il primo premio del concorso letterario “Da donna io racconto”, edizione 2004 con il racconto “Lui dorme”.
Nel 2018 ha pubblicato con Alcheringa edizioni “Il diario segreto di Madame B.” a cui è seguita nel 2020 la raccolta “Lui dorme e altri racconti” edita da Homo Scrivens.

La scheda del libro

Autore: Emanuela Esposito Amato
Titolo: Uno squillo per Joséphine
Editore: Guida editori
Pagine: 320
Data di pubblicazione: 7 aprile 2022
Genere: Narrativa contemporanea

 

 

2 Comments

  1. Ti ringrazio per questa SPLENDIDA Recensione, che coglie tutti i nodi e le tematiche che ho cerca di trasmettere!
    Sino una scrittrice ma…in questo caso posso dire “Non ho parole ” per complimentarmi e ringraziarti!🙏📚🎂

    Emanuela Esposito

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